PenalitÓ -60 di Google - Penalty minus 60. Esiste davvero?

In Italia ancora non se ne parla tanto, ma è oramai confermata l'esistenza di una nuova penalità di Google. La penalità -60, ovvero minus 60 penalty.

Se ne sa ancora molto poco, a dire la verità, ma certo è che oramai i casi registrati sono notevoli ed è impossibile che siano casuali.
Questa penalizzazione infatti è assimilabile alle tante altre che oramai colpiscono i webmaster ed è caratterizzata, come accade già da tempo per le penalità -25. -40, -50, -250, -1000, dalla perdita di 60 posizioni esatte nei risultati di ricerca.

In pratica, se un sito che sta in prima posizione per una data chiave di ricerca viene colpito dalla minus 60, si ritroverà esattamente in 61░ posizione. Un caso limite è quello che indica addirittura un sito in cui comparivano i sitelinks in 61░ posizione.
Nonostante ciò, il sito in questione conservava ancora i sitelinks ed il suo Pagerank.

Mi è capitato proprio in questi giorni di esaminare la situazione di un sito web colpito dalla penalità -60 ( minus 60 ) e tutto lascia supporre che le conclusioni che attualmente sono state fatte corrispondano alla realtà. Si dice che la penalità -60 colpisca i webmaster che acquistano links o che mediante tecniche di spam acquisiscano links esterni.
Il caso che ho analizzato effettivamente è stato soggetto ad un link building piuttosto pesante e forzato, pur non avendo ricevuto links a pagamento.

Tutto farebbe supporre, quindi, che in seguito al rafforzamento delle misure antispam dell'algoritmo di Google siano stati resi più selettivi i filtri riguardanti le campagne di link building. E' lo stesso Matt Cutts che, in risposta ad un utente in crisi sui Google Groups tende a confermare questa convinzione. E se ciò non bastasse, anche se utilizzando termini non proprio espliciti, sembra indicare che la soluzione al problema della penalità -60 sia quello di eliminare i link ottenuti illegalmente verso il proprio sito ed effettuare una successiva richiesta di reinclusione tramite il Webmaster Tools.

Le mie considerazioni sono brevi.
Sono sicuro che sia penalizzante l'acquisto di links a pagamento e l'utilizzo spropositato delle tecniche di link building, ma sono certo anche del fatto che la penalizzazione di un sito dipenda dall'uso che si fa di queste tecniche.
Utilizzando la logica, mi pare assurdo possa bastare un link a pagamento per compromettere la buona condotta di un sito. Pensaci. Se così fosse, basterebbe che creassi un finto sito a pagamento con il quale linkare tutti i miei competitors, per poter stare sempre in 1░ posizione!
Così, caro webmaster, per evitare la penalità -60 Ŕ necessario solo un pò di buonsenso. Tutto quý.

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