Web 2.0: Nuova tecnica di spam?

Si parla tanto del web 2.0, fatto di accessibilità, perfezione, interattività e rapida condivisione delle informazioni. E soprattutto di quest'ultima proprietà voglio parlare.
E' noto a tutti che tramite i cosiddetti Feeds (Flussi di dati) è possibile diffondere i propri contenuti web in tutto il mondo in tempi brevissimi.

Diffondendo i Feeds del proprio sito tramite gli aggregatori, è possibile così fare in modo che i propri contenuti vengano condivisi, ripubblicati e citati in altri portali o blogs. In primis, sugli aggregatori di Feeds, come Technorati, Feedburner, ecc.
Questa condivisione però non condivide solo i testi pubblicati, ma anche links alla pagina originale.

Ottenere backlinks senza sforzo

Proprio grazie a questa particolarità dei Feeds i SEO riescono ad ottenere centinaia di links esterni con uno sforzo davvero minimo, utilissimi per rafforzare il posizionamento del proprio sito web.

Così, quale SEO non ha i suoi Feeds, il suo Blog, o in generale non sfrutta gli aggregatori per rafforzare i suoi siti web?
Per farla breve, come al solito, i SEO sfruttano delle potenzialità sane ed utili per i loro interessi.

Non c'è da stupirsi. E' sempre stato così. Con la nascita dei primi siti web, ad esempio, era sufficiente inserire nel meta keywords qualsiasi parola chiave per vedere il proprio sito posizionato per quelle. E' proprio a seguito dell'abuso che se ne è fatto che oggi il meta keywords non ha praticamente più rilievo.

Dunque mi chiedo: qual'è il limite fra un Web 2.0 fatto di condivisione di informazioni ed un Web 2.0 fatto solo di Spam utile al posizionamento sui motori?

Ma soprattutto, quanto impiegheranno i motori di ricerca a penalizzare l'utilizzo di queste tecniche SEO?

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